Cambiamenti e transizioni
Passaggi personali o professionali, nuove fasi e momenti in cui ciò che funzionava prima non è più sufficiente.
Uno spazio professionale di ascolto e orientamento per mettere a fuoco una situazione, riconoscere risorse, chiarire bisogni e possibilità e costruire scelte più consapevoli.
Il counseling può essere utile quando serve comprendere meglio una situazione e scegliere come muoversi.
Passaggi personali o professionali, nuove fasi e momenti in cui ciò che funzionava prima non è più sufficiente.
Quando alternative, timori, responsabilità e conseguenze rendono difficile capire quale strada sia più coerente.
Per osservare modalità comunicative, confini, aspettative e bisogni e sviluppare modalità più chiare.
Per riconoscere capacità, punti di forza e possibilità che nei momenti di confusione diventano meno visibili.
La struttura MENTIS aiuta a passare dalla lettura della situazione alla costruzione di una direzione praticabile.
Definiamo la situazione, le risorse e ciò che vuoi comprendere meglio.
Osserviamo pensieri ricorrenti, reazioni, bisogni e aspettative.
Mettiamo a confronto possibilità, conseguenze e priorità.
Traduciamo ciò che emerge in scelte, comunicazioni e azioni concrete.
Verifichiamo come le nuove modalità funzionano nella vita reale.
Consolidiamo ciò che cambia e aumentiamo autonomia e orientamento.
Ogni percorso viene adattato alla persona e al tema portato.
Mettiamo a fuoco il tema, ciò che desideri comprendere e il risultato che vuoi ottenere dal percorso.
Osserviamo risorse, ostacoli, relazioni, priorità e gli elementi che mantengono la difficoltà.
Trasformiamo ciò che emerge in prospettive, strumenti, comunicazioni e azioni concretamente utilizzabili.
Controlliamo cosa è cambiato, cosa funziona e quali aspetti devono essere consolidati nel quotidiano.
Le risposte chiariscono come viene impostato il percorso, quali temi possono essere affrontati e quali sono i confini professionali del Counseling proposto.
No. Il Counseling proposto è un percorso di ascolto, orientamento e sviluppo di consapevolezza e risorse personali. Può aiutare a leggere una situazione con maggiore chiarezza, riconoscere bisogni e possibilità, migliorare la comunicazione e costruire decisioni più consapevoli. Non formula diagnosi, non tratta disturbi psicologici o psichiatrici e non sostituisce psicoterapia, valutazioni cliniche o trattamenti sanitari.
No. È possibile iniziare anche con una sensazione generale di confusione, con una scelta difficile, con un cambiamento in corso o con la percezione che una situazione personale o relazionale non stia più funzionando. Una parte del primo lavoro serve proprio a distinguere fatti, interpretazioni, bisogni e priorità, trasformando una difficoltà generica in un tema più chiaro e affrontabile.
Il primo incontro serve a comprendere il motivo della richiesta, il contesto nel quale si presenta e ciò che la persona vorrebbe cambiare o comprendere meglio. Si definiscono insieme aspettative, obiettivi possibili e modalità di lavoro. Non è necessario arrivare con una storia già ordinata: il colloquio iniziale serve anche a costruire una prima mappa della situazione e a verificare se il Counseling è lo strumento più coerente con la richiesta.
Il Counseling pone maggiore attenzione all’ascolto, alla comprensione della situazione, ai significati personali, alle relazioni, ai bisogni e alle risorse. Il Mental Coaching tende invece a concentrarsi maggiormente su obiettivi, strategie, comportamento, abitudini, organizzazione e performance. I due ambiti possono dialogare, ma non vengono confusi: la scelta degli strumenti dipende dal tema portato e dalla finalità concordata.
Sì, quando il lavoro riguarda il modo in cui la persona vive, interpreta e gestisce la situazione. Possono essere affrontati, per esempio, difficoltà comunicative, confini, cambiamenti, decisioni, transizioni professionali, gestione delle priorità o ridefinizione di una relazione. Il percorso resta centrato sulla consapevolezza e sulle risorse della persona, senza trasformarsi in consulenza legale, sanitaria o specialistica.
Sì. Le sedute possono essere svolte in presenza a Viterbo oppure Online, in base alle esigenze della persona e alla natura del percorso. La struttura del lavoro rimane la stessa: definizione del tema, esplorazione, individuazione delle risorse, costruzione di passi concreti e verifica. Nel primo contatto vengono concordate modalità, disponibilità e organizzazione dell’incontro.
Non viene applicato un numero identico di incontri a tutti. La durata dipende dal tema, dal livello di chiarezza iniziale, dagli obiettivi concordati e da ciò che emerge durante il lavoro. Il percorso viene periodicamente verificato: può concludersi quando l’obiettivo è stato raggiunto, essere ridefinito se le priorità cambiano oppure lasciare maggiore autonomia quando la persona dispone già degli strumenti necessari.
In base al percorso possono essere concordate osservazioni, domande di riflessione, micro-azioni, esercizi di comunicazione o attività pratiche. Non sono “compiti” standard: servono a verificare cosa accade quando ciò che emerge durante l’incontro viene portato nella vita quotidiana. Queste informazioni diventano materiale utile per il lavoro successivo.
Sì. Il primo contatto serve anche a capire se l’impostazione proposta è coerente con ciò che stai cercando. Puoi utilizzare il modulo WhatsApp indicando Nome e Cognome, Area di Interesse e Obiettivo. Il sito prepara il messaggio, ma sarai tu a controllarlo e inviarlo. Prima di fissare un incontro possono quindi essere chiarite modalità, disponibilità e caratteristiche generali del possibile percorso.
Compila i tre campi qui accanto. Premendo il pulsante verrà aperto WhatsApp con Nome e Cognome, Area di Interesse e Obiettivo già inseriti nel messaggio.